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Cos'è - Quando - Dove - Perché - Il Testo

La Tesina

Indicazioni per i docenti delle classi IV e V.

La tesina, o approfondimento interdisciplinare individuale, è stata adottata da dieci anni come lavoro di ricerca che gli studenti presentavano all’orale della maturità. Nel corso degli anni il lavoro di tesina è diventato sempre più un obiettivo didattico qualificante le finalità del triennio: e in particolare per quanto riguarda l’autonomia critica, la capacità di mettere in pratica le regole essenziali della ricerca, la competenza nella redazione di un testo.

Il lavoro di tesina ha pertanto richiesto un sempre maggiore sforzo da parte dei docenti, che per anni hanno dato indicazioni e seguito gli studenti facendo appello alle proprie conoscenze in materia di ricerca, al proprio buon senso e buona volontà. Abbiamo spesso sentito la mancanza di regole unitarie, e di una formazione di base sulle competenze richieste a noi insegnanti. Questa urgenza si è fatta più pressante da quando sono stati istituiti gli esami interni di tesina, sostenuti dagli studenti delle classi IV e delle classi V di fronte a commissioni interne di insegnanti del Liceo e di norma non della classe.

Dall’A.S. passato è stata istituita la figura del relatore: è un insegnante del Liceo e non necessariamente della classe che segue nel corso dell’anno lo studente nella preparazione della tesina e valuta la qualità dell’impegno nelle varie fasi.

Il lavoro di tesina in IV ha la finalità di consentire allo studente di familiarizzare con le regole, le difficoltà e l’impegno richiesto. E’ un lavoro che ha soprattutto valore propedeutico allo svolgimento del lavoro in V, che contempla la possibilità di discutere la tesina in sede di colloquio di maturità.

 

 

 

La Tesina

  Sintesi dal testo prodotto da Marina Longo per il Centro di Documentazione 1997/98

Il testo completo viene fornito ai docenti di IV e V e ai docenti coinvolti nel lavoro di tutoraggio. Qui sono riportati l’indice, l’introduzione e il paragrafo che illustra IL TESTO, spiegandone le varie componenti.

 

LA TESINA

Indice

§1. IL TESTO

1.a L’intestazione

1.b L’obiettivo

1.c Il percorso

1.d La bibliografia

1.e Appendici

1.f I testi multimediali

 

§2 IL RELATORE

2.a In cosa può aiutarci

2.b In cosa non può aiutarci

2.c. Relatore-coordinatore- altri insegnanti.

 

§3 LE SCHEDATURE

3.1 Regole generali per un lavoro corretto di schedatura.

3.2 Le eccezioni

3.3 Ordine e metodo nella raccolta del materiale

3.4. Scheda tipo. Un esempio

 

§4 SIMULAZIONE. DALLA PARTE DELLO STUDENTE

4.1 Scegliere l’argomento

4.2 I primi approcci in biblioreca

4.3 L’incontro con la fonte

4.4 Delusione

4.5 Entusiasmo

4.6. Fare di un incubo una sfida

4.7 Le scadenze

4.8 Tipologia delle reazioni.

4.9 Il percorso prende forma?

4.10 Il ruolo della fortuna

4.11 Lasciar decantare il testo

4.12 Congedo

4.13 L’esame. E poi...

 

§5 SIMULAZIONE. DALLA PARTE DEL RELATORE.

 

§6 CRITERI DI VALUTAZIONE

 

 

LA TESINA

Introduzione.

Definizione. Da chi e perché viene fatta la Tesina - I tempi e gli spazi della preparazione.

 

COS’E’

La Tesina è un lavoro di approfondimento a carattere interdisciplinare che lo studente compie su un argomento da lui scelto.

 

COSA NON E’

La tesina non è una "ricerca". Non è, cioé, la richiesta fatta allo studente di studiare in autonomia un argomento scolastico (acquisire la conoscenza dei contenuti su un argomento non in programma).

 

E ALLORA COS’E’...

E’ una prova di metodo nell’organizzazione di un percorso di ricerca (produzione di materiali o percorsi di studio

 

QUANDO

IN QUARTA La tesina viene fatta per la prima volta nel corso del quarto anno da tutti gli studenti del liceo. Questo lavoro di quarta, che inizia verso novembre e termina a fine anno, viene valutato da una commissione interna del Liceo.

IN QUINTA Il lavoro di tesina è parte integrante del percorso che viene svolto da TUTTI gli studenti delle classi quinte, e come tale viene valutato a fine anno da una commissione interna del Liceo e contribuisce alla formulazione del CREDITO FORMATIVO di ogni allievo. Sarà invece una SCELTA PERSONALE degli studenti delle classi quinte utilizzare o meno tutto, in parte o nulla del lavoro di tesina come ARGOMENTO DI INIZIO DEL COLLOQUIO DI MATURITA’.

La tesina viene dunque preparata, e con particolare cura, nel corso dell’intero anno scolastico. La commissione di maturità esamina i materiali consegnati nelle riunioni preliminari. Il colloquio orale muove dall’espozione della tesina.

 

Normalmente le scadenze fissate sono:

 

DOVE

Nell’orario scolastico non esistono spazi riservati al lavoro della tesina. E non esistono regole o indicazione di monteore che gli insegnanti debbano dedicare al lavoro della tesina. Una delle maggiori difficoltà degli studenti è dunque quella di stabilire in modo autonomo i tempi e gli spazi in cui svolgere il lavoro.

E’ comunque bene tener conto che la maggior parte del lavoro viene svolta al pomeriggio e a casa. Altri luoghi da frequentare sono le biblioteche, i siti internet, centri studi o uffici specializzati...)

 

PERCHE’

La finalità della tesina è quella di permettere a tutti gli studenti di uscire dal corso liceale con le competenze di base e una conoscenza diretta dei più elementari meccanismi del lavoro di ricerca. In particolare le competenze che, pur nella maggior semplicità possibile, devono essere acquisite:

 

 

LA TESINA

 

§1 IL TESTO

Il lavoro svolto durante l’anno mette capo alla redazione di un breve testo, l’oggetto "tesina". Si tratta di un testo composto da varie parti e questo paragrafo ne illustra le principali caratteristiche.

E’ bene ricordare che il testo della tesina serve come materiale di presentazione e di appoggio della verifica orale e non esaurisce quindi tutti i contenuti che verranno esposti durante il colloquio.

Il testo della tesina consente peraltro la valutazione di aspetti che l’esposizione orale non potrebbe valutare e in particolare:

 

 

1.a L’INTESTAZIONE

E’ la prima pagina (copertina) della tesina.

Le informazioni che compiaono sono:

Liceo Des Ambrois

Anno Scolastico

(Esame di maturità)

Nome del candidato

Classe e indirizzo

Titolo della tesina. Sottotitolo.

Nome del relatore

Materie coinvolte.

La classe può scegliere di seguire una comune impostazione di pagina per tutti i candidati, oppure ciascun candidato può decidere un’impostazione grafica personale.

 

1.b L’ OBIETTIVO

Compare nella seconda pagina del testo tesina.

L’obiettivo fornisce l’indicazione del taglio e del metodo e delle finalità del lavoro svolto. Dice COME il candidato ha studiato l’argomento.

Il presupposto che sta dietro all’obiettivo è che qualunque lavoro di ricerca deve dire con precisione in che ambito e con quali intenti è stato affrontato lo studio dell’ argomento indicato dal titolo.

L’obiettivo inoltre fornisce al lettore un’importante informazione sulla qualità del lavoro svolto: indica cioè se l’approfondimento scelto è FATTTIBILE.

La domanda è pertanto: cosa vuol dire che l’approfondimento è fattibile?

Vuol dire che il candidato DI FATTO ha saputo e potuto approfondire la conoscenza di un tema.

Questo implica che quel tema HA DOVUTO ESSERE CIRCOSCRITTO. E’ infatti impossibile approfondire un tema generico e è molto difficile approfondire un tema generale (richiede anni di ricerca e competenze eccellenti).

Nell’obiettivo l’autore definisce l’ambito della ricerca, circoscrivendo con precisione i limiti e i confini dell’indagine.

Es. Tema scelto: La cittadinanza europea. Circoscrizione dei limiti dell’indagine: ricerca giuridica su alcuni atti del parlamento europeo degli anni ‘90.

Il lettore valuta se di fatto è possibile raccogliere una serie di atti parlamentari, relativi a un periodo determinato, e leggerli con l’interesse e il metodo della giurisprudenza.

In secondo luogo un approfondimento è fattibile quando E’ CHIARO IL MOTIVO DEL TAGLIO.

Nell’obiettivo l’autore indica degli interrogativi ai quali gli sembra interessante fornire possibili risposte.

Es.: Tema scelto: La cittadinanza europea.

Circoscrizione: ricerca giuridica su certi atti del parlamento europeo degli anni ‘90

Perché: per vedere se e come negli ultimi otto anni il concetto di cittadinanza europea si è modificato in relazione a avvenimenti significativi della politica internazionale quali: il crollo del muro; l’emergenza immigrazione clandestina...

Il lettore valuta se è interessante approfondire questo aspetto del concetto di cittadinanza europea. E’ abbastanza probabile che valuterà interessante soprattutto le risposte a interrogativi che coinvolgono la sua curiosità. Evitiamo quindi risposte note o scontate, eccessivamente marginali o troppo vaste.

 

Un approfondimento è inoltre fattibile quando dichiara la propria VALIDITA’.

 

Nell’obiettivo l’autore denuncia se il lavoro svolto ha carattere compilativo (raccoglie e riassume le principali argomentazioni fornite da altri studiosi sul tema), oppure se è una ricerca sul campo (che utilizza uno specifico metodo sperimentale), oppure se è il tentativo originale e parziale di affrontare lo studio di un tema poco esplorato, o ancora se è una rassegna di interpretazioni ec.

Es: Tema scelto: La cittadinanza europea

Circoscrizione: ricerca giuridica su ...

Perchè: per vedere come il concetto è cambiato...

Validità: esistono questi saggi di valore sull’argomento. Sono stati presi in esame e buona parte delle conclusioni riprendono le tesi del tale autore...

Il lettore valuta se il lavoro svolto è legittimo, cioè se rappresenta un effettivo approfondimento e se rispetta le regole della ricerca.

 

E poi nell’obiettivo ciascuno studente può indicare tutte le più svariate e personali motivazioni del COME ha inteso studiare l’argomento scelto.

 

Scadenza obiettivo

A novembre va presentato l’obiettivo al relatore (normamelmente la lunghezza è di10-15 righe). Per abbozzare un obiettivo provvisorio bisogna aver preso visione delle fonti, aver discusso le scelte di metodo e stabilito se le fonti disponibili e le scelte metodologiche funzionano per rispondere agli interrogativi sollevati sul tema. Molto spesso questo lavoro è stato fatto tra incertezza e indecisioni e ci si sente malissimo nel formulare il testo dell’obiettivo. Forse conviene tenere ferma una regola generale del lavoro di tesina: bisogna scrivere per cancellare e scrivere altro, migliore. Dunque invece di preoccuparci, scriviamo.

Consigli sullo stile: evitate il tempo futuro ("studierò e farò e vedrò...") che il lettore troverebbe fuori posto a ricerca conclusa. Evitate le dichiarazioni di intenti ("Mi propongo di...." ) e indicate invece le scelte compiute.

RICORDATEVI CHE L’OBIETTIVO DEFINITIVO VIENE RISCRITTO A TESINA ULTIMATA.

Ricordatevi infine che "obiettivo" può essere scritto sia con una che con due "b", meglio con una sola.

 

1.c IL PERCORSO

E’ la terza parte del testo, e si trova a pag. 3 e seguenti. La lunghezza del percorso è variabile ma sempre superiore a una cartella.

Il percorso indica i contenuti acquisiti attraverso il lavoro di ricerca. Tali contenuti sono presentati nell’ordine e con il criterio di rendere conto dello sviluppo argomentativo dell’approfondimento. Il percorso dice COSA considerare e SECONDO QUALE SCHEMA LOGICO.

Chi costruisce il percorso deve porsi questa domanda: "quali sono i risultati più rilevanti della mia indagine e con che ordine devo esporli perchè chi mi ascolta capisca il meglio possibile?".

Nel percorso l’autore presenta i contenuti fondamentali del lavoro svolto e organizza il discorso secondo l’ordine più efficace.

Es. Tema: la cittadinanza europea. Cambiamenti della realtà e evoluzione della concezione negli anni ‘90.

Obiettivo: vedi sopra

Percorso:

E’ indispensabile avere sempre presente l’obiettivo indicato.

Obiettivo e percorso devono essere coerenti. E’ infatti la qualità di tale coerenza che determina in buona parte la validità della ricerca.

 

L’ordine può seguire:

1. LO SVILUPPO STORICO

Es.: Gli avvenimenti precedenti al 1989; fino al 1992; 1992-97; prospettive dell’anno in corso

2. L’AMBITO DISCIPLINARE

Es.: L’aspetto giuridico; l’aspetto sociologico; la politica europea di relazioni internazionali.

3. LA DIVISIONE PER MATERIE SCOLATICHE

Es.: Diritto; storia; riflessi nelle letterature inglese/francese/spagnola/tedesca/italiana; le filosofie della cooperazione

4. LA SCELTA DELLE FONTI CITATE

Es.: il manifesto di Ventotene; il libro bianco; Il terzo pilastro.

5. UN ORDINE SCELTO CHE INCROCIA DIVERSI CRITERI

Conviene studiare e scegliere l’ordine che privilegia la chiarezza del discorso, che mostra la linearità delle argomentazioni e che facilità la comprensione del lettore.

  

Il percorso, inoltre, può essere un

oppure

La scelta tra le due forme di percorso dipende dallo stile e dai gusti personali dell’autore, dall’argomento trattato e spesso dai consigli del relatore. E’ comunque bene ricordare che IL TESTO serve come PROVA DI METODO e APPOGGIO PER L’ESPOSIZIONE ORALE.

 

1.d LA BIBLIOGRAFIA

La bibliografia è la quarta parte del testo di tesina e è quella che più di tutte qualifica la serietà e la consistenza del lavoro compiuto. Un lettore preparato infatti muove proprio dalla visione della bibliografia per un primo giudizio su quanto siano fondati l’obiettivo e il percorso esposto. Mettiamo per esempio che un autore sappia formulare in modo ineccepibile un obiettivo di ricerca e vi costruisca sopra un ottimo percorso articolato in un indice ragionato brillante e coerente. Se tuttavia nella bibliografia compaiono fonti povere, insufficienti o poco attendibili, il lavoro compiuto mostra comunque tutta la propria debolezza, e il lettore sa che dietro a una buona presentazione non c’è un vero approfondimento di studio.

La bibliografia inoltre mostra una competenza fondamentale di chi fa ricerca: la capacità di comunicare attraverso il linguaggio delle norme bibliografiche. E’ un linguaggio che bisogna conoscere per muoversi nell’ambito della ricerca.

Il metodo standard di citazione, che indichiamo qui, è adottato dalle case editrici con la miglior tradizione di ricerca e di collegamento con gli studi universitari, prima fra tutte l’Einaudi.

 

Citazione di un saggio:

Nome e Cognome, Titolo.Sottotitolo, casa editrice, città, anno, (pp)

Es.:

Valdo Fusi, Fiori rossi al Martinetto. Il processo di Torino-aprile 1944, Mursia, Milano, 1968

Se cito delle pagine in particolare:

Valdo Fusi, Fiori rossi al Martinetto. Il processo di Torino-aprile 1944, Mursia, Milano, 1968, pp 103-23

 

Citazione di un articolo di rivista:

Nome e Cognome, Titolo dell’articolo. Sottotitolo, in "Rivista", n. mese, (anno), pp

Es.:

Philip V. Cannistraro, Per una storia dei Fasci negli Stati Uniti. 1921-1929, in "Storia Contemporanea", n.6, Anno XXVI (dic. 1995), pp 1061-1144

 

Vediamo ora alcune norme particolari:

Es.:

Sophoclis, Oedipus Rex, a cura di Dino Pieraccioni, Sansoni, Firenze, 1966

Es.:

AAVV, Corso di Chimica moderna, Le Monnier, Firenze, 1995,

Es.:

Algernon Charles Swinburne, Poems (tr. it. a cura di B. Rizzardi, Poesie), Mursia, Milano, 1990

Quando invece si cita il testo straniero consultato in italiano si deve indicare la bibliografia italiana e mettere tra parentesi il titolo originale.

Esistono poi norme specifiche per discipline: i filologi classici, Marco Noce in testa, si discostano da queste norme standard. Il vostro relatore si premurerà di comunicarvi se e come intende che rispettiate altri sistemi di citazione.

 

Anche la bibliografia segue un ordine che può essere alfabetico (cognome dell’autore), cronologico (anno) o tematico (punto trattato/ fonti). Se è il caso, si può distinguere tra fonti primarie (l’oggetto della ricerca); fonti secondarie (gli studi compiuti sull’argomento) e strumenti (dizionari, siti ecc.)

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1.e APPENDICI

Le appendici raccolgono il materiale che l’autore ritiene utile mostrare assieme al percorso. Può trattarsi di materiale iconografico, cioè di riproduzioni di quadri o statue ec., di citazioni antologiche di vasti brani selezionati oppure di un video o un cd-rom eccetera.

Soltanto alcuni tipi di tesina richiedono la presentazione di appendici.

Le appendici devono essere preparate dall’autore e non possono essere già altrimenti edite (il che significa, ad esempio, che in una tesina sull’Alta Valle non si può presentare come appendice il video realizzato dalla Pro Loco). Dal momento che l’appendice è una parte facoltativa del testo tesina, è opportuno curarne con particolare creatività e rigore l’edizione. La presentazione di un lavoro poco significativo o poco curato può infatti screditare il lavoro complessivo.

  

1.f I TESTI MULTIMEDIALI

Alcuni argomenti, o l’autore stesso, può richiedere un testo diverso dall’ordinaria tesina dattiloscritta. E’ dunque bene sapere che è possibile presentare la tesina in forma di video-cassetta, cd-rom, iper-testo ecc.

E’ peraltro opportuno tenere a mente che la scelta di confezionare un testo diverso da quello standard deve essere motivata da ragioni di metodo e non solo dal gusto per l’originalità e deve essere sorretta dalla qualità del prodotto.

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