Giulia Vuerich e Matteo Anselmetti, Liceo Norberto Rosa - 22 Marzo 2012
“Giovani e cultura. PIU’ competenze MENO dispersione”. E’ questo il titolo dato al seminario di contatto, iniziato martedì 20 marzo 2012 al Sermig di Torino, organizzato in conclusione del progetto transfrontaliero ALCOTRA e conclusosi giovedì 22 con la visita degli Istituti italiani coinvolti, da parte della delegazione degli ospiti stranieri. L’iniziativa infatti ha visto protagoniste scuole d’Italia e di Francia e fra i relatori impegnati molti sono stati i professori e i dirigenti d’istituto che sono stati coinvolti nello scambio fra i due paesi. Fra i vari temi affrontati: il resoconto del progetti e i vari miglioramenti che la dimensione transfrontaliera ha apportato al fare scuola, nuove idee per il futuro, e la ricerca di un migliore metodo di apprendimento per gli studenti.
Durante la prima giornata il tema si è sviluppato toccando vari punti, fra cui il benessere a scuola, la prevenzione della dispersione e la valorizzazione delle eccellenze attraverso il miglioramento dei metodi educativi e didattici.
“La scuola deve essere un piacere e non una condanna, infatti i professori dovrebbero creare un clima di interesse per gli studenti e catturare la loro attenzione”. Così ha esordito l’assessore D’Ottavio, uno dei relatori dell'evento, sottolineando l’importanza degli scambi come fonte di innovazione didattica e di contatto. “Purtroppo” - ha continuato l'assessore - “nella nostra scuola gli allievi non vengono più stimolati e tendono a creare un muro con chi sta di fronte a loro. La figura del professore non deve essere vista come una persona superiore, ma una persona di cui ci si può fidare e avere una relazione”. In seguito la parola è passata ai professori Domenico Chiesa (al quale è stata affidata anche la relazione della giornata conclusiva al Sermig) e a Jacqueline Salesse, che hanno riferito dei loro tentativi e delle loro intenzioni di riformare il piano didattico della scuola, per far sì che non sia solo l'allievo ad andare incontro alle esigenze dell'insegnante, ma anche viceversa. Da questo pensiero nasce la figura del docente vista come guida e allo stesso tempo di persona che fornisce agli studenti le competenze per diventare autonomi. “Ma non si tratta solamente di trovare nuove idee per nuovi metodi...” - ha detto la dottoressa Salesse, citando Daniel Pennac - “ ... serve un elemento in più: l'amore”.