Progetto SCUOLE SOLIDALI |
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Un'iniziativa dell'Istituto Des Ambrois di Oulx
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La Mostra ha avuto luogo presso la Sede nuova dell'Istituto Des Ambrois a Oulx nei giorni 19-21 Dicembre 2009.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito d fratellanza.
Articolo 1, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Articolo 11, Costituzione italiana

Non c’è pace senza giustizia
Al mondo non ci potrà mai essere pace senza giustizia e non ci potrà mai essere giustizia, finché più dell’80% delle ricchezze del mondo saranno consumate da appena il 20% della popolazione, finché i 2/3 degli abitanti della terra continueranno a non avere accesso all’acqua potabile, finché ogni giorno moriranno 6.000 bambini per malattie associate alla mancanza di acqua pulita, finché la distanza media percorsa quotidianamente da donne e bambini in Africa per procurarsi acqua sarà di 6 km…

Sete di Giustizia
Nel 2003 studenti e insegnanti dell’Istituto Des Ambrois di Oulx fanno nascere il progetto Sete di Giustizia. L’impegno è quello di trovare il denaro, senza che la sua raccolta si trasformi in una elemosina, per permettere alle popolazioni che ne sono prive di avere libero accesso all'acqua, ai sevizi sanitari, all'istruzione.
Il principio di fondo è quello della “restituzione”. Perché non tutte le risorse del mondo “mi appartengono”, perché molte delle ricchezze del nord del mondo sono state costruite sulla fame e sulla sete del sud del mondo e perché proprio su una loro più equa ripartizione possono essere poste le vere basi della pace.

Il suono dell’acqua, i colori della pace
La musica, il teatro, la fantasia degli studenti e degli insegnanti del Des Ambrois si trasformano in mezzo per raccogliere fondi da destinare al progetto Sete di Giustizia e al tempo stesso diventano il modo più efficace per fare informazione e per comunicare anche al di fuori della scuola l’origine, le motivazioni e lo scopo di questa “sete di giustizia”.

Con poco più di 1000 euro si può costruire un pozzo
Il primo obiettivo che il Des Ambrois si è dato nel 2003 è stato quello di costruire un pozzo in Niger, nel cantone di Zinder. Perché avere un pozzo nel villaggio significava sollevare donne e bambini dall’ingrato, faticoso e quotidiano compito di diventare “porteurs d’eau” e significava dar loro la possibilità di occuparsi d’altro: per esempio, andare a scuola.

Giustizia significa diritto di andare a scuola
Dopo il primo pozzo in Niger ne sono arrivati altri, sono stati acquistati buoi, bidoni e carrette per trasportare l’acqua dai pozzi più lontani fino ai villaggi, è stato costruito un acquedotto, è stato finanziato l’ampliamento di una scuola ed è stato così favorito l’accesso all’istruzione: prima condizione, insieme alla salute, per poter creare i presupposti affinché le parole pace e giustizia non restino parole vuote.

Giustizia significa diritto alla salute
Nel 2008 l’azione di cooperazione del Des Ambrois arriva anche in Ecuador. L’Ecuador non è il Niger. In Ecuador, dove crescono le più belle foreste di mangrovie del mondo, l’acqua c’è, ma è spesso inquinata. In quel mondo “Sete di giustizia” significa poter contare su un ambulatorio, su un dispensario medico, su un infermiere che sappia misurarti la pressione…

Compagni di strada
“Ma chi mi dice che i soldi raccolti arrivino davvero a destinazione?”
Domanda frequente, con la quale spesso ci si lava la coscienza e si giustifica il non far nulla.
Il Des Ambrois ha cercato da subito interlocutori affidabili, con i quali costruire le proprie azioni di solidarietà. Il primo compagno di strada è stato ReCoSol, Rete dei Comuni Solidali. E’ poi stata la volta di MEDU, Medici per i Diritti Umani.
ReCoSol e MEDU sono stati capaci di garantire che i fondi giungessero, senza intermediari, direttamente a destinazione, là dove servivano: in Niger e in Ecuador.

Andare, vedere, tornare, raccontare
Avere compagni di strada di cui fidarsi, a cui affidare la realizzazione dei progetti e dei sogni è importante. Ma questo implica la disponibilità a mettersi in cammino con loro. Non certo per andare a vedere se il pozzo, la scuola, l’ambulatorio sono stati davvero costruiti. Ma per andare ad ascoltare. A capire di persona cosa significa “sete di giustizia”. E poi tornare, raccontare e chiedersi come continuare a lavorare insieme a quel mondo che prima era lontano e che adesso invece è fatto di volti, di sorrisi, di persone amiche.
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