Progetto SCUOLE SOLIDALI

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Un'iniziativa dell'Istituto Des Ambrois di Oulx

Niger: una carretta per andare a Scuola...

 

Progetto Niger 2010 Fotogallery

In Niger, il tasso di scolarità è del 30%, il più debole al mondo, mentre la popolazione al di sotto dei 15 anni rappresenta il 60% del totale.

Nella regione di Zinder, ci sono attualmente 3726 classi, più della metà delle quali sono in realtà piccole paillottes[1], che devono essere ricostruite ogni anno.

Mancano banchi, sedie, armadi e lavagne, gli insegnanti sono sottopagati e molti giovani, all’inizio motivati, dopo alcuni mesi di lavoro in condizioni frustranti, in villaggi sperduti, raggiungibili solo a piedi e su carrette trainate da animali, con mesi di salario arretrato, finiscono per abbandonare.

Il ministero dell’istruzione ammette di aver solo una banco ogni 5 allievi frequentanti, per cui è normale trovare classi in cui i bambini sono seduti per terra.

Vi sono insegnanti che hanno fino a 130 allievi nella stessa classe!

Vi segnaliamo la situazione del villaggio di Mandara, che non è la più estrema, ma ci pare già significativa. I problemi di questo villaggio ci sono stati segnalati da uno dei 2 insegnanti della scuola, di cui vi mostriamo la foto.

La Scuola del villaggio di Mandara...

Come potete vedere, si tratta di una scuola primaria in un edificio in muratura (che si sta disgregando, poiché ha fondamenta sulla sabbia) cui è stata affiancata una paillotte, per dividere gli allievi in due gruppi (1,2 e 3 classe dentro, 4, 5 e 6 fuori). I bambini hanno anche piantato alcuni arbusti, proteggendoli con rami spinosi dall’assalto delle capre affamate.

Quest’anno i bambini di Mandara che dovrebbero frequentare la scuola (a partire dai 7 anni) sono 62, ma in realtà l’insegnante si è accorto che non sono mai più di 20.

Il grande problema di questo villaggio, è che non c’è più acqua a disposizione da alcuni anni, per cui sono proprio i bambini tra i 6 e i 12-13 anni che devono andare tutti i giorni a cercarla in villaggi vicini. Partono a piccoli gruppi il mattino presto e rientrano tra le 12.00 e le 14.00. Alcuni fanno due giri poiché la famiglia è molto numerosa e c’è bisogno di acqua per cucinare, per bere, per lavarsi e lavare i panni…insomma, queste famiglie non hanno scelta ma purtroppo sono i bambini ad essere privati del loro diritto all’istruzione.

Si tratta di un villaggio fortunato per il fatto di avere una scuola e 2 insegnati motivati, cosa non affatto scontata in Niger, ma questo problema del trasporto dell’acqua fa loro perdere un’opportunità. Durante le visite e gli incontri con le famiglie, è emerso che fino a 10 anni fa vi era acqua per tutti in un pozzo a poche centinaia di metri dal villaggio, mentre a circa 1 km si formava ogni anno, dopo la stagione delle piogge, una palude che serviva per lavarsi ed abbeverare gli animali (capre, pecore e zebù). I cambiamenti climatici ed il processo di desertificazione hanno cambiato la situazione, rendendo ulteriormente precaria la situazione della popolazione.

Attualmente i bambini si recano a Garin Mata (6km), Midick (4 km) o Kanya Malam (4,5 km) per riempire i loro contenitori e portarseli sulla testa fino a casa. Per ora, questo è il loro destino e la loro occupazione principale!

Gli anziani hanno consultato in questi ultimi anni vari puisatiers[2] che fornivano indicazioni sempre diverse sul sito in cui provare a scavare per trovare l’acqua vicino.Accanto al vecchio pozzo, pare non vi fossero speranze e così quest’anno hanno iniziato a scavare a nord del villaggio, non lontano da enormi massi in granito affioranti dalla sabbia, che nel corso dei secoli hanno assunto una forma tondeggiante. A 7 metri di profondità, hanno trovato uno strato di roccia, impossibile da perforare, per cui hanno interrotto il lavoro. Ci hanno chiesto consigli su come fare, se provare a scavare più in là o cambiare zona…non abbiamo potuto aiutarli. I tecnici statali ci dicono che ci vorrebbe un forage[3], che consenta di arrivare alla falda sottostante, che c’è ma si è notevolmente abbassata nel corso degli anni. Lo Stato nigerino non ha soldi per questo, solo i progetti delle Ong e di associazioni umanitarie occidentali finanziano ogni tanto questo tipo di interventi.

Il problema è che questo tipo di intervento costa molto poiché richiede competenze e macchinari specifici; inoltre il costo finale è in funzione della profondità cui si trova l’acqua.

Questa è la situazione di Mandara…vorremmo fare in modo che i bambini potessero permettersi di andare a scuola regolarmente, anche per aver un futuro diverso da quello di un “porteur d’eau”.

In attesa di poter avere un nuovo punto d’acqua (tempo per accedere a finanziamenti, tempi per il progetto lo scavo ecc ) riteniamo come problema risolvibile immediatamente chiedervi un piccolo contributo per l’acquisto di 5 carrette con bue e 10 fusti da 200 litri, in modo che non più di 10 bambini (a turno) svolgano questa attività, mentre gli altri 30 possano andare a scuola.


[1] Capanne costruite con paglia intrecciata

[2] Scavatore di pozzi

[3] Trivellazione di piccolo diametro, a grande profondità

 

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