Progetto SCUOLE SOLIDALI |
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Un'iniziativa dell'Istituto Des Ambrois di Oulx
| Il Progetto... |
Il 15 febbraio 2003, in occasione della Giornata della Pace e alla vigilia di una ennesima, tragica guerra in Iraq, l’Istituto Des Ambrois di Oulx volle fermarsi a riflettere su temi pesanti e scomodi: guerra, pace, dittatura, democrazia, libertà.
Lo fece attraverso poesie, canzoni e testimonianze di chi alla logica della violenza ha saputo nel tempo saputo opporsi con la sola arma della non-violenza.
Ne nacque un documento, sottoscritto al termine della mattinata di studio e presentato il giorno successivo in una assemblea di territorio, tenutasi a Villar Dora, promossa da amministrazioni, associazioni culturali e di volontariato, dedicata ai medesimi argomenti e mossa dalle stesse urgenze. Dall’assemblea non solo emerse unanime la condanna per ogni forma di guerra, ma anche la necessità di trovare uno spazio in cui riflettere, confrontarsi e costruire autentici e concreti “mezzi di pace”. Quel fine settimana di metà febbraio vide porre le basi di quella che sarebbe diventata negli anni la Scuola di Pace “Achille Croce” di Condove, cioè uno di quegli spazi aperti, destinati all’incontro e al confronto, di cui proprio l’assemblea sottolineava il bisogno. Nello stesso fine settimana prese il via anche il progetto “Sete di Giustizia” dell’Istituto Des Ambrois di Oulx.
Il punto di partenza del progetto è stata la percezione, purtroppo chiarissima in quei giorni precedenti la guerra in Iraq, di quanto inutili potessero essere parole di pace, cantate o recitate in una giornata a tema, ma non sostenute da azioni concrete.
Il secondo passaggio è stato prendere atto che al mondo non ci potrà mai essere pace senza giustizia e che non ci potrà mai essere giustizia, finché più dell’80% delle ricchezze del mondo saranno consumate da appena il 20% della popolazione, finché i 2/3 degli abitanti della terra continueranno a non avere accesso all’acqua potabile, finché al giorno moriranno 6.000 bambini per malattie associate alla mancanza di acqua pulita, finché la distanza media percorsa quotidianamente da donne e bambini in Africa per procurarsi acqua sarà di 6 km…
La scelta è stata quindi quella di provare a dare una risposta concreta a questa sete di giustizia, provando a soddisfare prima di tutto la sete reale: costruire un pozzo in Niger, nel cantone di Zinder, è stato il primo obiettivo che il Des Ambrois si è dato. Perché avere un pozzo nel villaggio significa sollevare donne e bambini dall’ingrato, faticoso e quotidiano compito di diventare “porteurs d’eau”. E significa dar loro la possibilità di occuparsi d’altro: per esempio, andare a scuola.
Perché in Niger? Perché è uno dei paesi meno ricchi al mondo, perché alcuni insegnati dell’Istituto conoscevano cooperatori che già in Niger lavoravano, perché la ReCoSol, lavorava già in Niger, mossa dalla stessa “sete”.
L’obiettivo era quello di raccogliere i fondi necessari per realizzare un pozzo: 1.000, 1.200 euro potevano bastare.
L’impegno era quello di trovare il denaro, senza che la sua raccolta si trasformasse in una elemosina: il principio di fondo doveva essere quello della “restituzione”. Perché non tutte le risorse del mondo “mi appartengono”, perché molte delle ricchezze del nord del mondo sono state costruite sulla fame e sulla sete del terzo e del quarto mondo e perché proprio su una loro più equa ripartizione possono essere poste le vere basi della pace. La musica, il teatro, la fantasia degli studenti a partire da quella giornata di febbraio del 2003 sono diventati il mezzo per raccogliere i fondi e al tempo stesso il modo più efficace per fare informazione e per comunicare anche al di fuori della scuola l’origine di questa “sete di giustizia”.
L’esigenza, infine, era quella di essere certi che i fondi raccolti arrivassero davvero a destinazione e non fossero spesi malamente, o altrove. La ReCoSol è stata capace di fornire queste garanzie e in alcune preziose occasioni, il preside e alcuni insegnanti e studenti sono andati di persona a consegnare il denaro raccolto nel corso delle varie iniziative.
Dal 2003 il Des Ambrois per dare risposta alla sua “sete di giustizia” ha fornito qualcosa più di un po’ d’acqua. Dopo il primo pozzo ne sono arrivati altri, sono stati acquistati buoi, bidoni e carrette per trasportare l’acqua dai pozzi più lontani fino ai villaggi, è stato finanziato l’ampliamento di una scuola ed è stato così favorito l’accesso all’istruzione: prima condizione, insieme alla salute, per poter creare i presupposti affinché le parole pace e giustizia non restino parole vuote.
Sete di Giustizia con le stesse modalità ha procurato scarpe ai bambini afgani e materiale didattico ai bambini del Saharawi e dal 2008 ha ulteriormente allargato il proprio raggio di intervento, instaurando una collaborazione fissa con l’associazione MEDU, Medici per i Diritti Umani, per un progetto in Ecuador. Anche in questo caso l’accesso all’acqua potabile e ai servizi sanitari essenziali sono stati messi alla base dell’intervento, tuttora in corso di realizzazione.
Per conoscere meglio i compagni di strada di Sete di Giustizia:
ReCoSol, Rete dei Comuni solidali – Comuni della Terra per il Mondo
www.comunisolidali.org
MEDU, Medici per i diritti umani
www.mediciperidirittiumani.org
DOCUMENTO DEL 15
FEBBRAIO 2003
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