PEEF
 

Giovani e cultura. PIU' competenze MENO dispersione

Les Jeunes et la Culture. Plus d’acquis, Moins d’échecs

Progetto strategico

Polo d’Eccellenza Educazione e Formazione – PEEF


PEEF


Innovare nella didattica non è impresa semplice... cambiano i bisogni ed il contesto, cambiano le caratteristiche delle relazioni educative, cambiano i sistemi di valutazione... cambia la scuola...

Malgrado questo gli insegnanti coinvolti nel progetto italo-francese Polo d’Eccellenza Educazione e Formazione, PEEF – ALCOTRA – 2007-2013 (realizzato grazie a finanziamenti europei) affrontano quotidianamente con passione e competenza le sfide poste dai loro allievi e dalle loro allieve e si sono messi in gioco chiedendo ad esperti di lavorare con loro su metodi e strumenti utili per il loro lavoro quotidiano.

Il pensiero di base è che il benessere a Scuola, la prevenzione della dispersione e la valorizzazione delle eccellenze possono essere realizzati solo attraverso una continua ricerca di innovazione educativa e didattica.

I veri protagonisti del progetto sono stati gli insegnanti della rete Scuola del Vicino/Ecole du Voisin che hanno sperimentato, in gruppi misti italiani e francesi, esperienze concrete di cambiamento.

Il primo gruppo ha lavorato sul tema della mediazione cognitiva accompagnando i docenti in un processo di innovazione didattica attraverso incontri con esperti, sperimentazione ed attuazione diretta della metodologia nelle proprie classi, supervisioni, tutoraggi, scambi di buone pratiche con realtà scolastiche e istituzionali francesi e raccolta dei risultati e delle valutazioni attraverso videointerviste. La mediazione permette lo sviluppo della meta cognizione ossia del sapere non solo ciò che si apprende, ma anche di come lo si apprende. Un compito così importante può essere svolto solo da un essere umano, mai da un computer, per quanto raffinato sia, e anche da un essere umano cosciente del proprio ruolo, competente e responsabile. Il mediatore diventa un ruolo centrale nel processo di apprendimento, ma il compito finale è di far sì che l’individuo impari a diventare mediatore di se stesso, per attivare un processo di auto-modificabilità che può non aver fine.

Il secondo gruppo ha lavorato sul tema della poesia, intesa come uno strumento utile a sperimentare in prima persona i metodi di scrittura creativa. E’ ovvio che in così poco tempo non si possa diventare poeti o istruttori di poesia e scrittura creativa, ma si può avviare un percorso che, per sua stessa natura, è un continuo divenire, divenire “poeti della propria Vita”. Perché è proprio di questo che si tratta: l’anima della scrittura creativa è la poesia, perché creare significa “dar vita” e quando si parla di VITA non si può non parlare della propria “poetica di vita” . Parlare ed insegnare scrittura creativa e poesia, significa collegarsi alla VITA. Alla propria vita, a quella delle altre persone, alla vita che ci circonda: dobbiamo attingere al serbatoio infinito del VIVERE. Ma quando ci colleghiamo alla vita cosa troviamo? Tutti gli ingredienti necessari al nostro laboratorio: sensazioni, emozioni, sentimenti, stati d’animo … e non abbiamo bisogno d’altro.

Sulla stessa scia delle emozioni ha lavorato il gruppo del teatro che ha creato una esperienza di messa in comune delle diverse attività teatrali sviluppate da scuole italiane e francesi e ha costruito uno spettacolo comune gestito da un attore esperto in grado di fare sintesi delle singole iniziative e di mantenere un’elevata attenzione all’aspetto della qualità artistica. L’obiettivo è stato di definire il concetto di “patrimonio” condiviso. Il teatro è poi anche diventato, nell’ultima parte del progetto un’occasione di lavoro per gli insegnanti che sperimentando direttamente la preparazione di uno spettacolo ha lavorato sulle proprie emozioni, sulle proprie difficoltà e sulle proprie qualità apprendendo esperienzialmente nuove modalità di relazione con sé stessi e con gli altri.

Gli ultimi due gruppi hanno infine lavorato con tecniche di video e di giornalismo esplorando temi sensibili per entrambe i lati della frontiera e creando articoli e piccoli cortometraggi con ragazzi e ragazze adolescenti. Gli insegnanti si sono quindi proposti non solo di acquisire le tecniche di base del giornalismo ma hanno anche coinvolto direttamente le testate giornalistiche locali e nazionali attraverso lezioni di giornalismo in classe, ma anche per la pubblicazione sui giornali di interviste, inchieste, articoli. La scelta del linguaggio video è stata invece dettata dalle numerose ricadute didattiche che questo linguaggio offre: miglioramento del lavoro di gruppo; miglioramento della conoscenza della lingua straniera; miglioramento della conoscenza delle tecniche di ripresa e montaggio; conoscenza e osservazione critica delle location, comprensione delle potenzialità di un territorio. Si è quindi parlato di sostenibilità ambientale, di sport, di territori, di cittadinanza.